Opere

 

  © Guido Pagliarino

 

      TELE - PRETE

 

Sacerdote mordente senza tonaca

dal quadrato ci squadra e poi ci parla,

mentre importuno un senso débauché

di deja vu mi assale.

 

- Udite miei fratelli! - dice il tonico

dal viso arrotolato nella barba

- Orrore orrore per la società

che fonda la sua logica

sulla privata proprietà: su, apriamo

la nostra mente e il cuore

a voler bene e detestare il male!

e leggetevi bene Il Capitale! -

 

Dintorno qualche lagrima già stilla

e senti - E' l'ora finalmente, aah!

d'un Governo di Buoni

per il Bene dell'Uomo

nella docilità! -

e poco manca pieghino i ginocchi.

 

Allora pure a me manca la forza

e dinanzi a ‘sta Barba-di-Platone

un breve istante levo al cielo gli occhi

mentre il cuore fibrilla;

e non fosse che adoro il Padreterno,

mi crederei già prossimo all'inferno

per quei due soldi che mi dànno il pane.

 

Poi la scena scompare

con quel puro bambino;

l'animo mio riprende la sua corsa

e dal fondo del cuore

viene un'eco, una Voce

dolce e possente, saggia:

- Ma lascia stare, è un povero cretino -.

 

(1979)