Opere

 

  ę Guido Pagliarino

 

ILLUMINAZIONE

- Scherzo sul Compromesso Storico ( 1979) - *

  O padre Dante che m'appari in sonno,

  dammi risposta, dimmi chi Ŕ quel donno,

  dimmelo tu chi Ŕ quel padreterno

  che in tempo non viet˛ l'italo inferno:

  lo chiesi a molti e sento almanaccare.

 

  CÓtto-marxisti, e pi˙ non dimandare:

  s'ama 'l tacer colÓ dove si puote

  ci˛ che si vuole dalle Alpi al mare;

  se te cheta 'l saver ferma tu' rote

  e muto resta ne' tuo' sonni casti.

 

  O padre Dante che m'illuminasti,

  che sapere e tacere non mi basti

  forse tu sai, ma se non sai lo dico;

  e, se posso ancor chiedere, qual fico

  seccato o quale mai albero in fiore

  riserba a noi questo grande furore

  che fa movere gente contro gente

  gridando - Pace! La Giustizia! Niente

  pi˙ mali - ? Io sento andare contro il popolo

  i pochi duci che, a poco a poco,

  lo lasciaron cadere in tale gioco.

 

  O Tauro che ne la cittÓ del foco

  dormi, se non se' scemo del cervello

  tu istesso ha' da saver che non da poco

  ˙sasi gente per cavare 'l bello

  e per montare v´e pi˙ lo brutto

  ond'aver potestÓ o, almen, sua fetta

  da chi l' tien sÚ pensando pi˙ che tutto.

  Cuntra lor elettor fanno trombetta

  or l'uno e l'altro assieme: PotestÓ

  Summa discaccia nell'eterno 'nferno

  chi non fe' la Superna VoluntÓ.

 

  O padre Dante, della libertÓ

  martire sommo, mistica visione,

  se tu lo vuoi, risolvi la questione

  che tu stesso ponesti: andrÓ all'inferno

  chi della patria mia non ama il perno,

  chi non crede a colui che or batte l'ale

  dalle Botteghe Oscure al Viminale?

  Dimmi se voglia del Signor per l'uomo

  sia ch'egli dia sua fede non in Duomo

  ma a chi sgoverna e giura: - Mai pi˙ pena! -

 

  Figlio un po' micco che recerchi 'l vero,

  la voglia de conoscer che ti mena

  me farÓ dir, e dicer˛ leggero:

  a lo 'nferno anderan, se non se pŔnten,

  de comunismo i prenci e il conduttiero

  in un con chi de la cruciata gente

  faceva per viltÓ il gran rifiuto:

  per '˛ porta tua pena lietamente.

  Or i' men vo, nÚ tu rŔstate e muto.

 

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* Questo scherzo politico senza pretese poetiche e un po' goliardico, terminato dopo la correzione delle bozze della mia prima silloge, ôPer amore della societÓ apertaö, non potÚ essere incluso tra quelle poesie politiche e civili. Alla seconda raccolta, anni dopo, l'argomento del "Compromesso storico" era ormai anacronistico. Adesso invece, essendo quel periodo ormai nella Storia, mi pare che questo scherzo possa avere un qualche interesse quale testimonianza su quegli anni; lo pubblico dunque qui  (N.d.A).