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  Guido Pagliarino

CENTRO STORICO

 

Rosario il condomino

 

Rosario, negli anni '60, sal su a Torino

trovando un lavoro in un grande opificio moderno.

Poi venne la crisi: fu preso e mandato a riposo

con una pensione da viverci un giorno su tre

perch anticipata - un accordo tra gran capitali,

politici e sindacalisti per togliere gli neri

ad una grandissima impresa e girarli sul pbblico -.

Allora Rosario si fece il suo nuovo mestiere

ed ora trasporta le merci per terze persone

col suo furgoncino malconcio comprato d'incontro;

lavora da solo ma a volte, se il carico greve,

richiede l'aiuto pagato d'un "buon" marocchino,

Abdull Satelch, diligente e di poche pretese.

La moglie s'arrangia a stirare per altre famiglie

e porta a Rosario, ogni mese, una cifra discreta.

Guadagnano pure le figlie, commessa e impiegata.

Convivono stretti in un vecchio palazzo vicino

a un grande mercato del centro, in due piccole stanze

comprate per pochi denari negli anni pi lieti;

ma, insomma, la vita per loro sarebbe benigna,

non fosse che c' nella casa una mala famiglia

superba, ricchissima gente - "un alloggio stupendo

con bagni all'interno, di cinque locali e salone" -

cui capo un anziano ambulante che insieme ai tre figli

maggiori, fa ricchi mercati con grossi autocarri;

la figlia ha sposato un dottore, persona importante,

"un altro di quei polentoni superbi del nord",

e il padre ne parla cos come fossero di.

Persino il figliolo minore arrogante e, una volta,

ridendo gli ha fatto cadere uno sputo sul capo

dal proprio balcone ed, un'altra, quel piccolo cane

di sette-otto anni gli ha fatto le corna e le smorfie.

Fu quella la volta che lui sal sopra dal padre

chiedendo le scuse e quell'altro, per tutta risposta,

gli disse: "Tu lascialo stare ch meglio per te!".

E sempre gli mettono apposta i due camion davanti

al suo furgoncino e Rosario costretto a pregare

di farlo sortire e quegli altri gli ridono in faccia;

e pure se poi, ma con calma e con grande ritardo,

si inducano a aprirgli la via, lo guardano male.

Ad ogni assemblea sono l che si vantano, gonfi,

che loro son quelli che pagano spese maggiori,

e intanto lo fissano come si fissa un pezzente.

No, lui non perdona 'ste cose e la gente lo sa,

la gente che dietro sussurra: "Finisce a coltello!".