La volontà di coscienza

 

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© Guido Pagliarino

II -LAICISTA

 

1. Il progetto d’una società senza Dio.

I fatti cruciali del XIX e del XX secolo, il quale continua di fatto negli anni 2000, seguono in Occidente uno stesso percorso secondo il progetto, che viene un po’ più da lontano, di creare una società senza Dio sufficiente a sé stessa, nella quale l'uomo trovi la sua piena, autonoma espressione. Si punta a uno Stato che non accetti nessuna Norma Superiore cioè, in questo particolare senso, che sia assoluto. Ne è condizione la lotta al Cristianesimo. Si tratta di un ateismo, o come lo definiva Pierre Proudhon di un antiteismo, umanista che si concreta in anticristianesimo e passa nell'800, con gravissime conseguenze nel '900, soprattutto attraverso tre filosofie, che ricorderemo un po’ meno di sfuggita più avanti, quella positivista del Comte, quella del Marx, che tiene conto del pensiero del Feuerbach e del Bauer, e quella del Nietzsche: oggi la più pericolosa, soprattutto nella sua diffusissima caricatura volgare.
Quei filosofi dell’800 ritenevano che la fede in Dio fosse ormai storicamente pronta a scomparire e che l'ateismo sarebbe divenuto presto definitivo. Pensavano che i tempi fossero ormai maturi perché un umanismo assoluto sostituisse del tutto l'umanismo cristiano. Benché queste filosofie fossero tra loro diverse, unanime era il loro progetto di eliminare Dio; e comune, contro le intenzioni, ne è stato il risultato d’aggredire la persona umana.
C’è stato dunque un tempo in cui essere laicista è stato considerato da molti intellettuali assai più intelligente che essere credente. Oggi invece si tratta, soprattutto, di persone di mediocre levatura intellettuale, sempre più numerose, anche fra i laureati, col decadere della scuola dal 1968 in poi, esseri umani rimasti indietro rispetto ai tempi credendo ancora presente quant’è ormai passato. Le persone veramente colte, diversamente, non sono più positiviste e scientiste, lo stesso procedere scientifico ha fatto capire che l’ottimismo al riguardo era fuori luogo: ogni nuova scoperta porta a tante nuove domande e c’è sempre un onere da pagare al cosiddetto progresso. Purtroppo però, sono principalmente i mediocri, per ragioni di numero, a contare in socio-politica: non nel senso che l’influenzino davvero, ma in quello ch’essi son più facilmente riducibili a massa di manovra dai potenti, i quali sono ormai, in gran numero, laicisti.
"Un momento, scusa se t’interrompo: con laicista intenderesti laico?"
Già, meglio spiegare.

2. Laico e laicista.

Anzitutto la parola laico spetta, storicamente, al cristiano che non appartiene né alla gerarchia ecclesiastica né a un ordine religioso e neppure ha fatto voto privato davanti a Dio di povertà, castità, obbedienza. In secondo luogo, ma non per importanza, mi sembra bene usare il termine laicista invece del vocabolo laico perché meglio esprime la forte determinazione di queste persone – addirittura una sorta di fede antireligiosa, direi – nel puntare a quello ch’io chiamo l’uomo centrale, il quale ha l’orgoglio di valere solo per sé stesso e non, anche e in primo luogo, in quanto figlio di Dio, e che ha la pretesa d’essere al di fuori di qualunque fede religiosa e chiesa; e qui c’è un’illusione, anche se di laiciste e non religiose fedi e chiese si tratta.

Aggiungo per inciso, sorridendo, che qualche laicista, nel caso sia pur appartenente alla chiesa animalista – notoriamente sono ormai moltissimi gli animalisti radicali –, rischia di confondere un po’ le idee nell’ambiente, in quanto per l’animalista fanatico – non dico per il semplice amico del proprio animale domestico – è centrale non tanto l’uomo ma la bestia, essere umano compreso ovviamente(2) che è considerato praticamente eguale allo scimpanzé a causa di quel 98% abbondante di geni comuni, senza considerare che il restante 2% scarso è quanto fa l’essenziale differenza.

Nell’area laicista impera la convinzione che Dio, se c’è, quanto a morale si fa gli affari suoi(3). Certi laicisti, al riguardo, avendo Baruch Spinoza in evidenza, confondono panteisticamente Dio, eterno per definizione, con l’indifferente universo, nemmeno che questo – tralasciamo per un momento la Genesi e consideriamo, laicamente, solo la teoria del Big Bang – non abbia avuto un inizio e, si suppone – Big Crash –, non sia destinato a finire. Altri ancora, pur credendosi razionali, sicuramente non senza contraddizione ricorrono a maghi e oroscopi e sono superstiziosi, mai passerebbero sotto una scala, ad esempio. Molti poi, mentre giudicano ignoranti i credenti per il fatto stesso d’essere tali, ignorano i fatti della fede e pur ne parlano convinti di conoscerli; così, a puro titolo d’esempio, mentre in campo cattolico fin dal 1950 l’ipotesi dell’evoluzione delle specie è stata considerata, Papa Pio XII, enciclica Humani generis, compatibile col Cristianesimo accanto al creazionismo e, anni dopo, il Pontefice Giovanni Paolo II l’ha perfino ritenuta una congettura preferibile a quella creazionista, tanti laicisti continuano a lanciare strali contro la Chiesa oscurantista che, affermano prendendo un grosso abbaglio, condanna senz’appello l’idea evoluzionista, e chiamano in causa a presunta prova una decisione del Sant’Uffizio, successiva alla Humani generis, sfavorevole agli scritti teologici del gesuita e antropologo evoluzionista Teilhard de Chardin, decisione causata dal, vero o presunto, panteismo dei medesimi lavori – il panteismo certamente è incompatibile col Cristianesimo – e nient’affatto riferita alla teoria evoluzionista credente, non darwiniana atea, che quei saggi teilhardiani presentano.
"Va beh, ho capito cosa intendi con laicista; ma siccome è ormai nell’uso, non sarebbe meglio, comunque, dire laico?".
D’accordo. Dopotutto basta accordarsi su cosa si vuol etichettare con la parola.

Per inciso: Volendo approfondire gli argomenti dell’evoluzionismo guidato da Dio, di quello ateo casualista darwiniano e del creazionismo, nonché altri discorsi correlati, come i geni umani in comune per il 98% con lo scimpanzé, si può andare a un saggio divulgativo dello scrivente: Guido Pagliarino, “Creazione ed evoluzione”, Edizioni GDS, Vaprio d’Adda (Mi), 2011 (libro cartaceo, ebook PDF ed e-book Kindle).

3. Il "trionfo" del laicismo.

Cosa stavo dicendo prima? Ah, sì: quel tempo lungo secoli, dal XVIII e anche dapprima, per certi aspetti, fino a oggi, ha portato infine i laici – contento? – dall’illusione dell’uomo centrale a sempre più gravi delusioni. Quelli più colti, filosofi in testa, cominciano a sospettare che la società laica sia sull’ultima spiaggia, tant’è vero che iniziano a porre pubblicamente in discussione se sia possibile o no un’etica laica. Gli altri però non se ne sono accorti, forse (portano scarpe anfibie?) che questa società non vivibile è ormai sulla battigia. 

Per inciso: Non sul bagnasciuga come tante volte si legge – "essere sul bagnasciuga" –, parola che riguarda invece la linea d’immersione di barche e navi, variante a seconda del carico, e non le spiagge; era stato maestro di tal errore Mussolini in un veemente discorso che intendeva esortare i nostri soldati a bloccare "sul bagnasciuga", appunto, gli anglo-americani che stavano sbarcando in Sicilia con preponderanti forze.

Le persone cosiddette "di media cultura", almeno stando ai loro discorsi salottieri, compresi quelli televisivi, sono ancora agganciate alle idee positiviste dell’800; evidentemente non sanno ch’esse sono state sconfitte dall’esperienza e dunque rifiutate dalla moderna filosofia della scienza. Ci sono poi laici sì di gran cultura ma solo strettamente scientifica. Pare che anch’essi, come d’altronde i precedenti, non si pongano il problema dell’attuale società amorale: se sì, certo evitano di parlarne. C’è per esempio una scienziata, "cristiana solo da bambina", dice, "si sa, quando si è bambini non si può scegliere con cognizione di causa", che al di fuori del suo campo imperversa nelle frequenti tele-discussioni sul divino facendo propaganda di laicismo e antireligione. Di religione dimostra d’essere sostanzialmente ignorante: credo che non sia andata, appunto, oltre il semplice catechismo dei bambini per la prima Comunione; e dunque la sua parola d’esperta è sicuramente molto costruttiva; ella riesce assai bene a creare dubbi o peggio nei credenti meno provveduti, sicuramente con un danno perché l’etica religiosa, bene o male o, piuttosto e mediamente, così così, riesce ancora a evitare qualche canagliata contro il prossimo; ben inteso, mi riferisco a coloro che credono davvero, non ai credenti di facciata come, ad esempio, coloro che per mero interesse s’aggregavano alla Democrazia Cristiana quand’era un partito potente. Peraltro non erano peggiori di quegli altri che, senza essere comunisti, s’intruppavano nell’altrettanto potente Partito Comunista Italiano degli anni ’70 per averne vantaggi.
"Ecco che sbuca fuori la politica: mi pareva!"
No, è già Storia; e a proposito di Storia, vogliamo fare un breve viaggetto storico?
"Sì, se non sarà troppo noioso."
Ci proverò. Andiamo dunque a circa duemila anni fa…
"Duemil… Ah no, eh?!"
…per poi percorrere in non molte pagine aspetti della Storia occidentale fin ad oggi…
"Ah, beh."
…con preghiera, se possibile, di non interrompermi.

[OMISSIS]